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"ScreamRadio la Radio che urla piu' forte del rumore e una web radio Autogestita da 4 ragazzacci: Stevie "The Screamer" Anders Responsabile del canale e unico Speaker ufficiale,Dany Moneta,Roby Coletti & Davide Lisca registi e tecnici del canale nonche' staff di redazione. la radio ha la sua sede a Milano in Italia anche se cio' che proponiamo e puramente Americano.. la radio nasce nel 2009 da un'idea di Stevie "The Screamer" che poi con l'aiuto dei tre colleghi ampliera' il lavoro,passando da un passatempo a vera radio di servizio pubblico.. ScreamRadio vanta molte collaborazioni in web con etichette discografiche,live events,web zine e vari portali.. e in pochi anni si e gia' conquistata il favore di molti addetti ai lavori e di molti artisti Rock del panorama italiano e etero!
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FOR THOSE ABOUT TO ROCK

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ScreamRadio in collaborazione con Rock Buzz vi presenta questa rubrica chiamata "For Those About To Rock" di volta in volta un lungo tour nei locali dello stivale italico per portarvi i live delle bands rock emergenti,commenti degli artisti impressioni e ovviamente la musica ad alto volume.... "For Those About To Rock" We Salute You!

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venerdì 24 maggio 2013

Tom Keifer - The Way Life Goes (Sample & Review)





Artista: Tom Keifer
Album: "The Way Life Goes"
Genere: Rock/Blues
Review By: Stevie "The Screamer" Anders
Coordinamento By: Dany Moneta
I fans dei Cinderella aspettavano questo lavoro solista di Tom Keifer da anni... l'attesa ne e valsa la pena? e come aver aspettato per ben 15 anni che Axl Rose terminasse quel "Chinese Democracy" che tanto ha fatto urlare allo scandalo i fan dei Guns'n Roses.. il paragone ci sta' tutto,anche se per nostra fortuna Tommy Keifer non e' Axl Rose.. ne basta gia' uno... il singer dei Cinderella lo ricordiamo ha avuto un terribile periodo riabilitativo dopo esser stato sottoposto ad un'operazione delicata alla gola per un polipo,cosa abbastanza frequente nei cantanti che per anni e anni sforzano al limite le corde vocali.. dopo esserne uscito Keifer ha deciso di mettere in musica il suo periodo nero dove si dice addirittura gli avessero previsto la fine della carriera come singer. "the way life goes" e un lungo viaggio (ben 14 traccie) all'interno del dramma personale del cantante di philadelphia, un disco intimista raccontato traccia dopo traccia senza essere un concept,ma raccontando separatamente drammi ed emozioni del cantante... L'opener e stata affidata a "Solid Ground" che sembra essere stata ripescata dal periodo Cinderella di "Heartbreak Station" un boogie rock'n roll carico di grinta e cori dove il buon vecchio Tommy ci dimostra ancora di saper tirare la voce come ai bei tempi...  "A Different Light" Rompe un po il tiro con un pezzo piu' intimista e poco propenso ad essere messo come secondo brano.. ma ci si rifa' subito le orecchie con "it's not enough" e "Cold Day In hell" due brani dal ritmo travolgente tra il rock'n roll boogie e il blues tanto caro ai Cinderella.. "The flower song" che e stata scelta come primo singolo estratto dall'album spezza di nuovo il tiro rimandando echi di un rod stewart e la sua maggy may.. chitarre acustiche molto seventies e un ritornello azzecatissimo.. senza stare a citare tutti i titoli inutilmente,tirerei le somme dicendo che qui' e li' spruzzate elettriche di Hard rock e blues non mancano di certo per far felici i fans dei Cinderella ma a mio avviso troppe ballads hanno tolto punti al disco che.. a mio modesto avviso fatto un po piu' tirato avrebbe dato un bel pugno in faccia all'ascoltatore. concludendo potrei dare a questo "the way life goes" un voto giusto per l'impegno e la passione che il buon Tom ci ha messo a completarlo dopo tante disgrazie.. quindi un 8 se lo merita.. purtroppo le ballate (troppe) tolgono ben due punti importanti a questo lavoro che poteva essere da 10! Bentornato Tom...

Tracklist:
1. Solid Ground-  2. A Different Light -  3. It's Not Enough-   4. Cold Day In Hell -                    5. Thick And Thin-  6. Ask Me Yesterday-  7. Fools Paradise- 8. The Flower Song-                          9. Mood Elevator- 10. Welcome To My Mind- 11. You Showed Me-                                             12. Ain't That A Bitch -13. The Way Life Goes- 14. Babylon

domenica 5 maggio 2013

Showdown Boulevard (Debut Album Review)



SHOWDOWN BOULEVARD

Hard Rock/Sleaze Rock
2012, autoprodotto

Review By: Cristina Spadotto
Coordinamento By: Stevie "The Screamer" Anders

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Two Side Moon Promotion
"Ghost Label Record" Distribution

Cari amici di ScreamRadio, ben ritrovati all’insegna del buon rock! Quest’oggi recensirò l’omonimo disco degli Showdown Boulevard, gruppo lombardo nato nel 2012 dall’incontro di Stevie Anders, Manguss e Andy Pontremoli (ex membri di band quali A-Pon74, Warnipples e Jailhawks).

Il disco si apre con “Dawn On Showdown Blvd“, introduzione dal sapore country decisamente “western”; non a caso, dato che gli Showdown Boulevard  sanno dove andare a parare, proponendo sonorità americane  tipicamente anni ‘80/’90. Infatti partono subito con due bei pezzi grintosi e accattivanti, “Ice Man”  e “Motherfucker Like You” all’insegna di voci graffianti, riff taglienti e assoli ben costruiti e di ottimo gusto, perfettamente in linea con il sound. Stessa linea energica anche per i pezzi “Life is a state of mind”, “Mary Jane” (qui è apprezzabile il sapore blues) e“Learn to flight”.

Si prosegue allo stesso modo con “Show No Mercy”, fatta eccezione di un bel ritornello disteso e melodico che arriva quasi inaspettato e che colpisce piacevolmente l’ascoltatore; qui una nota di merito in particolare va fatta all’arrangiamento, che media ottimamente il passaggio attraverso le diverse dinamiche. Un plauso agli arrangiamenti  va fatto anche nei mid tempo “It Will Be Fine”e “Who dares wins” (in quest’ultima sono particolarmente apprezzabili gli intarsi delle chitarre).

Da buon disco dal sapore sleaze non mancano le ballad: “So Bad”, power ballad dal sapore country molto piacevole all’ascolto e che scongiura il rischio di cadere nello sdolcinato, e “Last Night In Paris“, traccia che conclude romanticamente album, non senza una buona dose di ironia.

Per tirare le somme, l’ascolto di questo disco è decisamente molto piacevole, anche per chi come me non va matto per il genere. Timbro vocale graffiante che calza perfettamente nel contesto, chitarre dal tocco grintoso e aggressivo, e commistione di stili amalgamata sapientemente da arrangiamenti di buon gusto. Ben fatto anche il mix, che dà il giusto risalto ai protagonisti, ovvero voci e chitarre. Unico appunto da fare è il mixaggio del basso, che purtroppo esce poco. Disco consigliato in particolare agli amanti delle sonorità americane e ai nostalgici, a fronte di un lavoro che non presenta nulla di nuovo ma è decisamente ben fatto e riesce nel suo intento.

VOTO: 8

Tracklist:

1. Dawn On Showdown Blvd
2. Ice Man
3. Motherfucker Like You
4. Show No Mercy
5. So Bad
6. Life Is A State Of Mind
7. Hands On The World
8. Mary Jane
9. It Will Be Fine
10. Learn To Fight
11. Who Dares Wins
12. Last Night In Paris
Formazione:

Stevie Anders (voce)
Manguss (chitarra elettrica, dobro, synth, fx, backing vocals)
Andy Pontremoli (basso, chitarra acustica, armonica a bocca, piano, backing vocals)

venerdì 26 aprile 2013

The Wild Child (Sample & Review)





THE WILD CHILD


Heavy Metal
2012, autoprodotto

Review By: Cristina Spadotto
Coordinamento By: Stevie "The Screamer" Anders

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Elfa Promotions


Cari amici, mi chiamo Cristina e ho il piacere - e l'onore - di cominciare la mia avventura di recensore qui con voi su ScreamRadio. Oggi recensirò l’album omonimo dei “The Wild Child”, band lombarda nata a Chiavenna nel 2004. Inizialmente cover band di gruppi classici dell’Heavy Metal quali Black Sabbath, Judas Priest, Ozzy Osbourne, e W.A.S.P, il gruppo si dedica successivamente alla composizione di brani originali e nel 2007 esce il primo album “In The Next Life” e dopo cinque anni il secondo, “The Wild Child”, entrambi autoprodotti.

La title track apre il disco con ritmi serrati di batteria e riff tipicamente heavy metal. Testi, ritmiche, assoli, voce e struttura non presentano alcuna originalità rispetto ai canoni del genere.

La stessa impressione prosegue anche nelle due tracce successive, “Confusion” e “Mofo”: la musica non presenta elementi innovativi, creando un mix di cliché ridondante e ripetitivo senza alcuna profondità artistica. Un ulteriore appunto va fatto sui suoni scelti nel mix, in generale poveri di armoniche, in particolar modo quelli delle chitarre soliste.

La quarta traccia, “The Last Battle”, mischia “cavalcate” chitarristiche ad atmosfere gotiche. Anche qui purtroppo nulla di nuovo rispetto ai primi Judas Priest e alle atmosfere sabbathiane.

 “Fuckin’ Money” riconferma quanto detto passando attraverso un hard rock più cupo. In generale, anche la voce non è caratterizzata da particolare originalità, sia tecnicamente che timbricamente. Si passa poi a “Mother’s Eye”, ballad rock dal sapore malinconico caratterizzata dalla presenza del pianoforte. Con “The ghost” si ritorna ai ritmi serrati delle canzoni precedenti, e con l’ultima traccia, “Mother’s Eye”, si mischiano momenti lenti e distesi ad altri più carichi.

L’impressione generale del disco è la mancanza di passaggi originali e la sensazione di "già sentito". Il “collage” delle parti a livello compositivo è ancora acerbo, e nonostante l'esecuzione tecnica non sia malvagia, nessun elemento spicca per "carattere" o particolarità timbriche, risultando così banale sia nelle singole parti che nell'insieme. Ci sono decisamente dei grossi passi avanti da fare nel songwriting e nell'esecuzione per proporre qualcosa di veramente caratterizzante, cosa che rende questo disco uno dei tanti all'interno del genere.

 VOTO: 5,5

 Tracklist:

1 – Wild Child
2 – Confusion
3 – Mofo
4 – The Last Battle
5 – Fuckin' Money
6 – Mother's Eye
7 – The Ghost
8 – Cris's Song

Formazione:
Cristian Nava (voce e tastiere)
Marco Gilardoni (chitarra ritmica e solista)
Mattia Ardenghi (chitarra ritmica)
Paolo Gilardoni (basso)
Andrea Martocchi (batteria)


mercoledì 17 aprile 2013

SKID ROW- UNITED WORLD REBELLION CHAPTER ONE (Review & Sample)



Review By: Stevie Anders
Coordinamento By: Dany Moneta!

C'era una volta una band chiamata Skid Row.. oggi quella band non esiste piu',al loro posto e rimasta una band sbiadita che con il loro singer originale ha perso ogni minimo spunto e stimolo a fare musica davvero di qualita'...  scordiamoci i classici del primo disco e il sound che li ha resi famosi come "Slave to the Grind" forse il loro canto dl cigno prematuro... "United World Rebellion- Chapter One" un'Ep di soli 5 brani e un'aborto di cio' che questa band ormai riesce solo a tirar fuori.. chi puo' dire se il buon vecchio Sebastian Bach fosse stato ancora dentro cosa avrebbero potuto ricavarne. Johnny Solinger e un cantante Country,viene da quel sound e la sua ugola non e ne graffiante ne cattiva come dovrebe essere una gola di un cantante che canta Heavy Metal o Hard Rock che sia... Solinger e un cantante bravo e di indubbio talento.. ma con questa band sembra proprio ancora non centrare nulla dopo tanti anni non e riuscito ancora a far dimenticare l'ugola incazzosa di Seb Bach e mai lo fara'! inutile elencare i 5 brani presenti in questo primo capitolo (al cui ne seguira' un secondo di altri 5 o 6 brani),idee sparite pezzi che non sono poi cosi' malvagi ma che con la voce di solinger sembrano essere fuori posto e fuori luogo.. solo il singolo "This Is Killing Me" e forse il pezzo piu' riuscito,mentre il primo estratto "Kings of demolition" non ha proprio il giusto tiro per tornare a quelle sonorita' alla "Monkey Business" "Living on a chaingang" o "Quicksand Jesus" brani che facevano insieme agli altri grande quel "Slave to the Grind" appena citato e che i ragazzi degli Skid volevano riportare su questo EP senza pero' riuscirci! forse come dice qualcuno,gli Skid Row dovrebbero riprendersi sebastian bach ma solo per fare delle serate e poi finire una carriera troppo corta e rovinata dall'abbandono del vero leader di una band che solo negli anni 80 e 90 ha fatto il botto nel genere Street Metal. allontanatevi in breve da questo lavoro come la peste se siete fan degli Skid Row riascoltatevi i loro due dischi degli esordi ne vale davvero la pena! voto 5

martedì 19 marzo 2013

UNRIPES- THIS IS NOT AMERICA (REVIEW & SAMPLE)





Review By: Stevie "The Screamer" Anders
Coordinamento By: Roby Coletti

Unripes Sites:

http://www.facebook.com/theunripes
http://www.myspace.com/theunripes
http://www.youtube.com/theunripesOFFICIAL

Mi hanno portato questo cd appena uscito di questa band modenese chiamata UNRIPES con questo loro secondo capitolo intitolato"This Is Not America" copertina forse un po troppo scontata ma non di certo il contenuto.. definisono il loro genere Sleaze-core.. io lo definirei piu' vicino a un bel mix tra Street Metal e forse qualcosa derivante dalle varie scene svedesi e finlandesi. avvicinerei i nomi di Hardcore Superstar,Gemini Five,e derivati vari.. forse con un cantante magari diverso dai soliti canoni.. in effetti Axia il singer ha un tono acuto che ricorda molto il genere progressive metal e certe sfumature di quel genere che poco si sposa con il sound bello tosto e incazzato del gruppo.. forse un singer piu' appropriato con un'ugola piu' cupa e grezza avrebbe reso di piu' sui brani. le danze si aprono con un'inizio quasi electro metal di "Track N.1" che spinge l'accelleratore subito a manetta con un sound come detto bello tosto e roccioso.. si prosegue con "Reload" che sfocia in un ritornello a piu' voci ma mantenendo melodia e arie cupe che ben si sposano con il brano.. "You Are The One" e una semi ballad un po insipida che toglie punti al disco secondo il mio modesto parere! ma si torna su alti livelli con "Until The Day I Die" con un bel riffing del chitarrista Mike Pelillo.. che svolge un'ottimo lavoro su tutto il disco.. il ritornello e sempre a cori e continua a tratti con riff stoppati e ripresi.. unico punto debole ripeto e sempre la voce del singer che sembra fuori posto su tutte le tracce... "My Muse Is Called Rock'n Roll"  forse non e all'altezza dei suoi predecessori un po stancante e scontata sopratutto nel ritornello.. sembra che la band degli Unripes prenda sempre gli stessi ritornelli piazzandoli un po su diverse songs ma sempre con lo stesso mood troppo simili..  "Damned Electric" inizia in un mood un po cupo per poi aprirsi bene.. bel lavoro di batteria del batterista Sevens che da sempre stacchi e tempi perfetti a volte doppiati in cassa e con la botta giusta.. il pezzo e tutto sommato piacevole. "Scream If You Wanna Go Faster" e un po bel singoletto specie nel ritornello  come ripeto la band modenese sembra aver poche idee in fase di ritornelli azzeccati mentre sembra un macina sassi nel riffing.. ad eccezzione di questo brano che e forse il capolavoro del dischetto con un bel solo melodico centrale alla malmsteen.. il singer qui' dimostra un'ugola piu' incazzosa cosa che avrebbe dovuto tentare sin dai primi brani secondo me invece che lasciarsi andare in acuti senza senso.. chiude il lavoro la classica seconda ballad "The Star Beyond the wall" .. che dire di questo "This Is Not America" ben prodotto suoni cristallini e puliti,strumenti ognuno al suo posto.. alcune stonature sulla voce ma l'ho gia' ripetuto varie volte.. in compenso un bel lavoro da tenere d'occhio.. e poi dicono che in italia non abbiamo i veri talenti mah.. voto 9
BAND:
AxiA - voice
Mike Pelillo - guitar, backin' vocals
Uncle Sappa - bass, backin' vocals
Sevens - drums, backin' vocals


martedì 12 marzo 2013

PSOME - ORATORIUM EP (REVIEW & SAMPLE)


Review By: Stevie Anders

Coordinamento By: Dany Moneta

SEND THE WOOD MUSIC RECORDS

PRE-ORDER THE EP ORATORIUM

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i Psome sono una Dark  metal band franceseche alterna suoni gotici a momenti dark alternativi..  provengono da Bordeaux francia .. Da Un incontro inaspettato è nato un vero e proprio progetto musicale ambizioso, generando un'atmosfera ricca, affascinante, inquietante ed emozionale, cosi' li descrive la loro etichetta.. hanno un suono molto compatto a dispetto della loro immagine (un look non proprio adatto al genere proposto direi) dalle prime note di Shaman che apre il loro primo Ep, gia' si capisce che a dominare sono le atmosfere cupe e a tratti alternative.. 1141 e un brano delicato che parte con un'atmosfera assai rilassata ma che sfocia in un ritornello altalenante e quasi ipnotico... mentre lane shrouded depression (chapter 2) e un delirio sonoro con intrecci di basso e chitarre pesanti.. esiste anche la prima versione  sono due capitoli nello stesso Ep..  insomma se cercate qualcosa che si avvicini all'alternative con dei  suoni cupi che tanto piacciono ai dark metallers e se cercate qualcosa che vi ipnotizzi dall'inizio alla fine (a me e successo cosi' parevo ipnotizzato nota dopo nota) i Psome fanno per voi.. l'ep chiamato ORATORIUM e in uscita il 25 marzo  2013 per l'etichetta francese Send The Wood Music. Il primo intero album invece dovrebbe vedere la luce intorno novembre 2013. stay tuned





giovedì 21 febbraio 2013

DEMO INVASION COMPILATION VOL.2






Dopo il successo del primo volume pubblicato nel febbraio 2012 eccoci bissare con il secondo volume della "DEMO INVASION COMPILATION VOL.2" IN FREE DOWNLOAD Un modo per far conoscere gli artisti e le bands di talento alla gente.. cliccando sulle singole tracce potete trovare le relative info su ogni band o artista.. scaricando invece l'intero cd avrete solo le tracce.. abbiamo selezionato ben 25 Rock bands di vari generi dall'hard rock al Southern Rock, dal punk al Metal al grunge per variare e dar spazio un po a tutti.... 
ringraziamo tutte le bands che hanno aderito alla selezione ScreamRadio Staff!


martedì 19 febbraio 2013

BUCKCHERRY- CONFESSIONS (REVIEW AND SAMPLE)


Review By: Stevie Anders
Coordinamento By:Dany Moneta




I Buckcherry li seguo sin dal primo esordio,quando mi avevano colpito copiando il riff portante di "Shock Me" di Ace Frehley nel loro primissimo singolo "Lit Up" non a caso i Kiss in tour all'epoca del Psycho Circus se li presero come support band,forse proprio grazie a quel plagio! ma il vero capolavoro della band di Josh Todd tatuato singer dall'ugola grezza risulto' essere quel "Time Bomb" sucessivo a mio avviso.. un sound molto Hard Rock tra Ac/Dc e Punk style.. ma le belle favole finiscono non sempre a lieto fine purtroppo,e anche per i Buckcherry come per tanti loro colleghi (leggi Hardcore Superstar) e arrivata la resa dei conti. questo nuovo capitolo targato 2013 chiamato "Confessions" di ben 13 tracce non contiene minimamente l'energia ne l'originalita' dei primi due lavori. dicevo 13 tracce una piu' moscia dell'altra,unica menzione va all'apertura di "Gluttony" canzone che tutto sommato ha quel groove ancora da Buckcherry dei primi periodi,per il resto tutto sonno e noia mortale! e pensare che proprio Josh Todd andava dichiarando poco tempo fa che questo lavoro sarebbe stato il migliore di tutta la carriera dei Buckcherry,se e vero siamo messi davvero male.. del resto ogni artista dichiara che l'ultimo lavoro e sempre il migliore no? inutile star qui' ad elencarvi brano per brano i momenti belli da quelli brutti,ho faticato non poco a mettere insieme qualche pezzo da inserire nel "sample" da farvi ascoltare,e questo la dice lunga sulla noia di questo "Confessions" forse i Buckcherry non si ricordano piu' come si faccia Rock'n Roll? o forse e solo mancanza di idee compositive? sta di fatto che questo disco a mio parere si becca un bel 5 come voto globale! un vero peccato per una band che dal vivo mi dicono spacca ancora il culo.


martedì 29 gennaio 2013

TOM KEIFER- THE FLOWER SONG (NEW SINGLE 2013)






Preview By: Stevie Anders

THE WAY LIFE GOES.. il primo album solista di Tom Keifer singer dei Cinderella uscira' il 30 marzo prossimo, e intanto stata rilasciata solo in ascolto la prima traccia singola dall'album "The Flower Song" una country ballad dal sapore molto 70's che ricorda le atmosfere di "maggy May" Del Rod Stewart piu' lontano.. Tom ha piu' volte dichiarato che questo disco sarebbe stato molto intimista, e che avrebbe sperimentato sonorita' a lui care come il Blues,Country,Soul.. in questo primo singolo molto acustico le atmosfere Country risaltano parecchio.. chitarra acustica,voce calma non certo gli urlacci a cui ci ha abituato nei Cinderella.. aspettatevi un Tom Keifer diverso sempre con il suo solito timbro in falsetto ma piu' pacato e dimesso che in versione Rock.. aspettiamo l'intero disco per valutarlo al meglio!

mercoledì 23 gennaio 2013

STEVE LUKATHER - TRANSITION REVIEW 2013




Review By: Stevie Anders

Coordinamento By: Roby Coletti

Steve Lukather  esce con un nuovo album solista dal titolo 'Transition' . i brani dell'album mostrano il chitarrista in via di sviluppo anche in veste di singer... voce calda e sensuale mai fuori dalle righe.  Sposato da sempre con una lirica a patti con il suo passato, il disco si avvale di interessanti luci e ombre con un lavoro che potrebbe forse essere meglio descritto come un' amalgama di rock progressivo e pop ambient non senza spruzzate di grande rock melodico. Certo non sarebbe Steve Lukather senza un grande assolo di chitarra, e lui non delude offrendo giri e soli melodici lirico/strumentale nel bel mezzo delle canzoni. Nel complesso  "transition" è davvero la migliore parola per descrivere questo disco. un titolo appropriato per un album che dovrebbe essere di interesse per i fans del passato di Lukather, ma che rende abbastanza l'idea della strada che il chitarrista/cantante cerca di fare sul suo nuovo cammino. forse qualche brano all'inizio potra' tradire l'ascoltatore, ma e nel mezzo del cd che il grande Steve ci torna a deliziare dell'AOR tanto caro ai fans dei TOTO.. un disco da ascoltare attentamente e saper apprezzare fino infondo.. Voto 9